~~~~~~~

                      Novità editoriali, attività e convegni su Velso Mucci

~~~~~~~

 

2017

27.1.2017 su  http://www.iltascabile.com/linguaggi/giovanni-arpino/

Linguaggi di Alberto Schiavone

 "In ricordo di Giovanni Arpino"

Un profilo dello scrittore nato novant’anni fa e scomparso nel 1987
passato rapidamente dai bestseller all'oblio.


"... Arpino si sposta, seguendo la sua famiglia, tra Piacenza e Bra, dove negli anni del liceo Giovanni declina la presenza del padre (rattrappito dopo l’armistizio dell’8 settembre) in due figure: il farmacista Cordero, membro comunista del CLN e ostinato lettore, soprattutto di classici. E Velso Mucci, personaggio reale ma già archetipo della narrativa di Arp. Amico di artisti, nottambulo, uomo da bar, vissuto a Parigi, sarà il suo primo lettore e consigliere."
[cit. da A. Schiavone]


“Non avevamo fatto altro da anni. Solo sedersi al caffè per giocare a carte e poi alla sera da Norris, fino all’ora di chiusura. Alla fine non si riusciva mai a trovare la voglia di lasciarsi. Per questo ce ne andammo ai giardini, sotto i tigli, sdraiati sulle panchine si poteva aspettare il fresco della notte e sentirselo venire addosso come un vestito nuovo”
[cit. da G. Arpino]

 

2016

   ottobre


A ottobre 2016, per i tipi di Fermenti Editrice, in collaborazione con la Fondazione Marino Piazzolla, nella Collana Nuovi Fermenti/Saggistica viene pubblicato a Roma il volume
"DISPACCI SENZA REPLICA - Ragionamenti secondari su cultura e società" del poeta, narratore e critico Mario LUNETTA.
Vengono focalizzati trentasette autori che vanno da Velso Mucci a Leonardo Sinisgalli, e poi Bernari, Silone, Bilenchi, Delfini, Volponi, Ripellino, D'Arrigo, Bassani, Tabucchi, Sanguineti, Pasolini...


"La prima parte del libro... comprende saggi incentrati sul rapporto difficile che nel nostro paese continua a segnare la dialettica società-cultura e che avanzano quindi... elementi di analisi e proposta. La seconda parte centra il suo focus più specificamente critico su trentasette protagonisti del nostro Novecento letterario, senza occultare la predilezione per quegli autori più versati in una scrittura di ricerca e di azzardo, tra mosse d'avanguardia e sperimentalismo di vario genere." [cit, dall'introduzione di Lunetta]



Mario Lunetta, poeta, narratore, drammaturgo e critico, ha al suo attivo oltre settanta volumi.
Nel 2015 è andato in scena al Teatro Porta Portese di Roma l’atto unico Il dono.
Ha collaborato e collabora a quotidiani e periodici italiani e stranieri, radio, TV e riviste. Suoi libri sono stati tradotti in diversi paesi del mondo.
Due volte finalista al Premio Strega (con I ratti d’Europa del 1977 e Puzzle d’autunno del 1989), nel 2006 gli è stato conferito il Premio Alessandro Tassoni alla carriera. È stato Presidente del Sindacato Nazionale Scrittori per due mandati. Attualmente è Presidente della SIAD (Società Italiana Autori Drammatici).

Riferimenti:

Fondazione Marino Piazzolla
Poetrydream
Literary
 

  17 giugno

Su SATISFICTION - Rivista di critica letteraria online. Nella rubrica di Nicola Vacca "Nel verso giusto - La parola ai poeti che ancora vale la pena ascoltare, leggere e non dimenticare", accanto a Yves Bonnefoy, Jorge Luis Borges e molti altri,

Velso Mucci. Le carte in tavola di un poeta da riscoprire

"Velso Mucci (Napoli, 29 maggio 1911-Londra, 5 settembre 1964) fu molte cose: scrittore, organizzatore culturale, fondatore di riviste culturali (Il costume politico e letterario in Roma, 1945-1950), critico musicale, d’arte e letterario, direttore della Voce di Cuneo, membro del Comitato direttivo de Il Contemporaneo, corrispondente dell’Unità, collaboratore di riviste culturali, militante politico, quadro del PCI etc.

Incredibile fu la sua rete di rapporti con l’intellighenzia culturale del ’900, intesa come amicizie e relazioni letterarie (citando a caso: l’amicizia con Tzara, Gide, Lukacs, Picasso, Hikmet, del quale fu il primo traduttore in italiano, De Pisis, Mino Maccari, Debenedetti, Garboli, Savinio, De Chirico, Guttuso, Trombadori, Ungaretti, Sinisgalli, Sibilla Aleramo, e poi Galvano della Volpe, Bodini, Pasolini, Sapegno, Tobino. Cardarelli in una lettera a Mondadori lo aveva nominato curatore universale delle sue opere, cosa che non ebbe seguito.

Velso Mucci prima di tutto è stato fino in fondo uomo e intellettuale del suo secolo.
Ma fu la poesia la sua vera passione. Dette alle stampe diversi volumi... " [cit., dal testo di N. Vacca]

 


    aprile

Pubblicazione della rivista "FERMENTI" n. 244

Interventi di:
F. Alaimo, A. Alberti, G. Alvino, M.P. Argentieri, E. Bellini, D. Cara, M. Carlino, V. Carratoni, D. Cipriano, E. Coco, G. Colletti, B. Conte, A. Contiliano, J. Dallas, G. De Santi, F. Ermini, E. Fantini, G. Fontana, G. Forti, P. F. L. Fraboni, B. Giacopello, M. Gripari, V. Guarracino, P. Guzzi, E. La Rosa, M. Lenti, C. Lollobrigida, E. Lukìdu, C. Mancuso, E. Mandà-Lasàru, A. Marianni, F. Medaglia, V. Mucci, M. Nocera, M. Orsino, M. Palladini, G. Panella, R. Pennisi, R. Piazza, B. Pieri, M. Pieri, C. Sangiglio, A. Spagnuolo, M. Spatola, L. Ugolini, S. Ventura, E. Villani, Sergej Zav’jalov.

A p. 373: "Velso Mucci. Lettere a Mino Maccari", a cura di A. Alberti.

"Scorrere il loro epistolario e parlare dell'amicizia tra Mucci e Mino Maccari vuol dire, per prima cosa, imbattersi in intrecci di nomi e personaggi di quel '900 la cui storia non è ancora stata abbastanza approfondita da divenire parte integrante della memoria letteraria. Testimonianza ne è questa corrispondenza che copre l'arco di tempo che va dal 1931, l'annata torinese del Selvaggio di Maccari, fino all'ultima lettera da Londra, destinazione finale di Mucci, dove il 7 novembre (anniversario della Rivoluzione d'ottobre) 1963 iniziò il suo romanzo, L'uomo di Torino, per morirvi neppure un anno dopo."
[cit., A.Alberti] - Fermenti Editrice, 2016

Sommario della rivista


 aprile

Su L'indice dei libri del mese, aprile 2016, Anno XXXIII - N. 4: Recensione di Mercato delle pulci di Claudio Panella.

"La figura di Velso Mucci (1911-1964) sta progressivamente recuperando un suo spazio legittimo fuori dall’oblio a cui sembrava essere condannata. Un primo momento della sua riscoperta risale al 2009, quando Massimo Raffaeli curò per l’editore Fermenti la plaquette intitolata Tempo e maree: poesie scelte, 1930-1964, un’antologia che oltre al poemetto eponimo annoverava composizioni già apparse nel più rilevante volume di versi licenziato in vita da Mucci, L’età della terra (Feltrinelli, 1962), che uscì con una prefazione di Natalino Sapegno e gli valse un premio Chianciano ex-aequo con Andrea Zanzotto.
Per iniziativa dell’erede Alberto Alberti, nel 2011 si è poi tenuto a Bra un convegno di studi in celebrazione del centesimo anniversario della nascita dello scrittore, nato a Napoli in seguito a uno dei molti spostamenti lavorativi del padre ma da madre braidese, i cui atti sono stati editi nel 2012 da Scalpendi con il titolo Conoscete quest’uomo. [...]
Mercato delle pulci è il titolo dello zibaldone di aneddoti, idee, epigrammi e aforismi che Mucci compilò tra il 1940 e l’inizio degli anni cinquanta, lasciandolo sostanzialmente inedito. Il volume curato da Alberti si apre con questo testo e attraverso di esso, felicemente, con un ritratto del pittore Luigi Spazzapan, figura esemplare di artista attivo a Torino, non provinciale ma emarginato prima dal fascismo e poi dal mercato, come tanti altri amici e sodali di Mucci, uno per tutti lo scrittore Giacomo F. Natta (citato più volte), habitué dei caffè romani del secondo dopoguerra." [cit., Claudio Panella]

 

 


marzo 2016

In malacoda - webzine di lotta per un'alternativa letteraria e culturale:

 

Velso Mucci
UN FORMIDABILE POLIGRAFO
di Mario Lunetta

"Straordinario scrittore, Mucci, anche perché straordinario intellettuale dotato di gran temperamento e di gran cuore, capace di gestire magari a fatica i portati della sua difficile giovinezza: ciò che lui sintetizza in una frase amaramente ironica (“La mia testa illustre disdegna d'intendere la mia cavernosa natura”).

 

 

"Tra gli intellettuali che si sono seriamente interessati alla figura e all’opera di quel grande “irregolare” che è Mucci vanno segnalati in primis Renzo Pepi, Massimo Raffaeli e Livio Berardo, ma una posizione di particolare riguardo va riconosciuta ad Alberto Alberti, infaticabile raccoglitore, ordinatore e editore del lascito mucciano. E’ a lui infatti che si deve la ristampa de L’uomo di Torino (2012) e del recente Mercato delle pulci (Scalpendi Editore 2015), una sorta di zibaldone eccentrico, capriccioso, sbarazzino e sempre rigorosissimo, tra le cui righe il formidabile poligrafo che è Mucci non cessa un istante di tenere all’erta la sua mente e i suoi umori meravigliosamente vigili. Nella sua puntualissima e acuminata introduzione Massimo Raffaeli definisce l’approdo della parabola mucciana “assolutamente moderno”, perché elaborato su “un’idea, una pratica della scrittura come perpetua disamina, filtro e dialogo, come costante messa a punto e calibratura rispetto a se stesso e alla complessità del reale, perciò una idea e una pratica della scrittura come critica in atto dell’esistente”. Di questo metodo antisistemico, fondato sulla crudeltà e l’assoluta mancanza di diplomazia, e che con libertà senza steccati produce un mix mobilissimo e compatto di appunti, pensieri, boutades, invettive, sprazzi di cronaca letteraria e artistica, aforismi, digressioni filosofiche, versi, cronaca amicale, polemiche ecc., per la durata di un quindicennio (dal 1940 al 1955: anni semplicemente terribili), mi pare giusto fornire al lettore una sorta di ristretto florilegio, a mo’ di vademecun minimo in un bosco fatto di intelligenza della realtà e dell’irrealtà, con una capacità di sorpresa quasi infallibilmente spiazzante... " [cit. da Mario Lunetta]

 


marzo - aprile

Su l'immaginazione n. 292, marzo - aprile 2016, Manni Ed. in Lecce, a p. 20 "Per Velso Mucci": Mucci autore di nicchia di Mario Lunetta. Recensione di Mercato delle Pulci-Scritti inediti e rari 1930-1963, a cura di A. Alberti, prefazione di Massimo Raffaeli.

"Pochi davvero, nel nostro Novecento, gli scrittori nei quali tra estro e consapevolezza si sia realizzata una sintesi assolutamente organica come in Velso Mucci, che continua tuttavia a restare – beata pigrizia intellettuale italiota, oggi più che mai in auge – un autore di nicchia di cui si può serenamente ignorare la presenza e lo stimolo. Siamo davvero una ristrettissima minoranza, in questo nostro paese disorganico a se stesso che si chiama Italia, a conoscere libri di poesia come il molto leopardiano L’umana compagnia (1953), l’amaro Oggi e domani (1958), o raccolte di scritti filosofico-letterari con lampeggianti digressioni politico-polemiche come L’azione letteraria 1 (1958): libri tutti di cui fu editore lo stesso autore, fino all’apertura postuma concessagli nel 1967 da Feltrinelli con la pubblicazione di quello straordinario romanzo incompiuto che è L’uomo di Torino e, l’anno dopo, di Carte in tavola, la raccolta completa delle sue poesie prefata da Natalino Sapegno." [cit., Mario Lunetta]

~~~~~~~

2015


    6 ottobre

In Cantiere di scrittura Gessica Franco Carlevero presenta l'ultimo volume di Mucci: "Mercato delle pulci - scritti inediti e rari 1930-1963".
Alberto Alberti e il Mercato delle pulci di Velso Mucci


"Nato a Napoli, il 29 maggio 1911. Di professione, scrittore. Vissuto a Firenze, Ancona, Torino, Parigi, Basilea e Roma. Studiato all'Università di Torino. Laureato in Filosofia nel 1934 con una tesi di estetica. A Parigi dal 1934 al 1940, direttore di una galleria di pittura moderna. Nel 1940 chiamato alle armi, in Italia, ammalatomi e mandato in licenza indeterminata di convalescenza... " [dall'autobiografia di V.M.]


    26 - 27 settembre

"Conoscete quest'uomo", "L'uomo di Torino" e "Mercato delle pulci".

La trilogia dei libri di Mucci anche in “librINalba - Rassegna dell’editoria d’eccellenza”, presentati sempre nello stand dell'editore Scalpendi nel Palazzo Mostre e Congressi di Piazza Medford in Alba.

Link:

Gazzetta d'Alba 

 Idea Web TV

 


 Settembre

Velso Mucci legge sue poesie. Nella sezione "AUDIO" del sito della Fondazione Piazzolla vengono rese disponibili sette rarissime registrazioni di brani letti dalla viva voce di Velso Mucci

"Queste registrazioni di brani recitati dalla viva voce del loro autore, Velso Mucci, giunte a dir poco miracolosamente al nostro ascolto, ci aiutano con la scelta da lui operata ad aggiungere qualche traccia al tentativo di ricostruirne criticamente la strada fra luoghi e repertori della coscienza.
La silloge recitante di Mucci comprende brani tratti dallo Scartafaccio 1930-1946, nato fra le colonne del suo Costume, che nelle continue rielaborazioni e rivisitazioni dei testi che caratterizzano la sua opera hanno viaggiato fino a approdare fra le Carte di un italiano dell’116, del quale l’autore recita l’Avvertenza in una versione ancora variata rispetto a quello edita. Completa la raccolta la poesia Quest’uomo, scritta fra Parigi, Basilea e Roma tra il gennaio e il febbraio del 1962, ed è questa data a darci l’unica indicazione del possibile periodo delle registrazioni. Ma è plausibile che siano state realizzate nel 1963, durante il soggiorno londinese.
"
[cit., A. Alberti]


    Giugno

 
Pubblicazione del volume di Donato Di Stasi Le due scarpe sinistre dei poeti. Saggi (1996-2014)
Fermenti Ed., in collaborazione con la Fondazione Marino Piazzolla.


Accanto a saggi sulla poesia di Montale, E. Villa, Sanguineti, Toti, Piazzolla, Bellezza, Jacobbi, Zanzotto, Saba, Merini, Malfaiera, Riviello, Accrocca, Cacciatore, Rosselli il saggio sulla poesia di Mucci, Di certi naufragi e incerti salvamenti, già comparso in "Fermenti" n. 237.

La scheda del volume e altre notizie sono consultabili sul sito di Fermenti Ed. in Roma

 


    Maggio - Salone del libro di Torino

Presso lo stand di Scalpendi editore in Milano, è stato presentata l'antologia di V. Mucci Mercato delle pulci - Scritti inediti e rari 1930-1963, a cura di Alberto Alberti e preceduta da un’ampia prefazione di Massimo Raffaeli.
Il volume presenta per la prima volta l’edizione integrale dello zibaldone di aforismi e pensieri di Mucci (di suo pugno intitolato Mercato delle pulci), e una serie di scritti a carattere saggistico e letterario dal 1930 al 1963, rimasti fino ad ora dispersi  su periodici come Alfabeto, Il Contemporaneo, La Fiera Letteraria, Rinascita, Le tre arti, La Voce di Cuneo e Il Costume politico e letterario.
Sono comprese anche le recensioni e le presentazioni scritte da Mucci per autori come Sinisgalli, Giorgia de Cousandier, Arpino, Sibilla Aleramo, Riccardo Testa e Mario Tobino, e in particolare tutti gli scritti di Mucci su Vincenzo Cardarelli. La raccolta è completata con la riedizione delle sue prime opere, le Carte e altri scritti del 1940 e lo Scartafaccio 1930-1946.

 Indice del libro



"È stato fino in fondo un uomo del suo secolo, Velso Mucci, e del suo secolo, che fu detto il Secolo Breve per la parabola tesa e bruciante, egli ha incarnato sia le tensioni e le contraddizioni storico-politiche sia le attitudini espressive, complesse e polimorfe, che associano filosofia e poesia,engagement e vocazione artistica: un poeta, non esclusivamente né rigorosamente, ma essenzialmente un poeta, nel senso di una percezione del reale che da un personale nucleo emotivo sapeva diramarsi in pensiero e riflessione sui destini generali, questo è stato Velso Mucci. La sua opera, a lungo rimasta sottotraccia e a rischio di oblìo, ricompare a cadenza e torna a interrogarci come possono soltanto le forme compiute (in sé concluse, sensate) nonostante una longeva dispersione e la natura centrifuga di un immaginario che si apriva in momentanei stati di equilibrio, per frammenti e interiezioni, ma tornava di continuo a sé stesso per fortificarsi o irrorarsi di realtà (l’asperrima, cruenta realtà del proprio tempo) e dunque per attingere una verità che non fosse soltanto la sua: semmai, come vollero gli antichi poeti, essa diveniva pane e cibo di molti, perché quando Mucci dice di sentirsi appena un italiano del ‘900 in realtà ci sta dicendo di sentirsi solamente un uomo del tempo che gli è dato, cioè un uomo-massa, un singolo io gettato nel mondo che tre secoli di capitalismo hanno reso di tutti e di nessuno, un pidocchio o un astuto parassita della sua classe sociale, la borghesia, come amava definirsi ed era ancora un modo di dirsi poeta senza affatto proclamarlo."
[dalla prefazione di Massimo Raffaeli]


    2014

 Dicembre

Pubblicazione della rivista "FERMENTI" n. 242

Con interventi di:
A. Alberti, G. Alvino, M.P. Argentieri, G. Baldaccini, E. Bellini, A. Borra, N. Borsellino, D. Cara, A. Carnevali, V. Carratoni, G. Colletti, M. Conte, B. Conte, A. Contiliano, A. De Jaco, M. De Lorenzo, G. De Santi, C. De Stasio, D. Di Stasi, F. Ermini, S. Folliero, G. Fontana, G. Forti, P.F. Fraboni, B. Giacopello, L. Gresleri, G. Grosz, M. Lenti, C. Mancuso, A. Marianni, O. Marzola, F. Medaglia, V. Mucci, F. Muzzioli, M. Nocera, M. Palladini, E. Palumbo, G. Panella, W. Pedullà, R. Pennisi, M. Pieri, B. Pieri, L. Riommi, P. Sanavio, I. Scotti, E. Villani.
Roma, Fermenti Editrice, in collaborazione con la Fondazione Marino Piazzolla.


 

Nella sezione "Saggistica": Una fisica delle parole di V. Mucci,  a cura di A. Alberti.


"Della poesia di Velso Mucci (1911-1964) prima e dopo la prematura scomparsa non è stato detto molto, e senz’altro manca l’intervento critico definitivo volto a inquadrarne stile e poetica, ancora in cerca di identità in una zona d’ombra dove, a parte lo studio più vasto di Sapegno premesso alle poesie de L’età della terra, e iterato nella raccolta complessiva postuma Carte in tavola, coesistono sia classificazioni nell’ambito della poesia neorealista (abito, questo, stretto per Mucci) come nel filone elegiaco, dove vengono sì indagate le radici leopardiane e intimistiche della sua poesia, ma restano relativamente inesplorati, ad esempio, i rapporti con una delle esperienze più care a Mucci, il surrealismo, legata al suo periodo parigino d’anteguerra. Accanto a un nucleo di scritti degli anni ’60-’70, i contributi maggiori sulla poesia di Mucci portano, a più riprese, le firme di Mario Lunetta e Massimo Raffaeli; ma segnaliamo nel 2013 un ampio saggio di Antonio Catalfamo, che ne conduce un’attenta analisi anche alla luce di letture intertestuali. Meno ancora, per non dire quasi nulla in genere, è stato detto della sua attività di critico letterario e poetico: militante, beninteso, ma anche teoretico, della poesia e della sua poesia, in un’attività dove gli enunciati critici completano, fino a divenirne parte più necessaria che integrante, il messaggio poetico. Attività in gran parte sparsa su periodici e riviste letterarie e non, dall’immediato dopoguerra fino alla sua fine, e la cui problematica reperibilità può essere considerata uno degli ostacoli alla sua diffusione. Mucci scrive, recensisce Luci della mia sera di Sibilla Aleramo ma anche le prime poesie di Arpino, parla dei poeti antichi e medioevali o dei nuovi poeti sovietici; ma le sue parole più intense rimangono per la poesia di Cardarelli, dove in sintonia perfetta con l’autore e amico il ragionamento critico si avvicina all’enunciato lirico." [cit., A. Alberti]


Sommario della rivista

 

 Ottobre

In occasione del cinquantenario della scomparsa di Velso Mucci (1911-1964), è prevista l’uscita di tre importanti opere, a prosecuzione del lavoro editoriale iniziato con la pubblicazione degli Atti del Convegno internazionale di studi sullo scrittore svoltosi nel 2011 e la riedizione de L’uomo di Torino nel 2012. La presentazione delle opere verrà annunciata su questo sito.

La prima è “Mercato delle pulci - Scritti inediti e rari 1930-1963"; inoltre si attende la pubblicazione di “Uomini e terre - Quaderno Rosso”, l'eccezionale e ampia documentazione inedita della vita politica di Mucci nel PCI del dopoguerra, dove l'autore riunì i suoi scritti più schiettamente politici, le minute degli incontri dove venivano decise le linee culturali del partito, e la corrispondenza con i vertici, Togliatti, Alicata e Trombadori.

 

 

 

Verrà infine presentata, in previsione della prossima trasposizione cinematografica del romanzo di Mucci, la sceneggiatura del film raccolta in volume.


 21 settembre

La ristampa del romanzo “L’uomo di Torino” presentata a Bra 

L’iniziativa a cinquant’anni dalla morte dell’autore, domenica 21 settembre a Palazzo Traversa, insieme all’inaugurazione della mostra fotografica sulle concerie braidesi.

Non è la prima volta che si accendono i riflettori sulla figura e l’opera di Velso Mucci: Bra gli aveva già dedicato nel 2011 il Convegno “Conoscete quest’uomo”, il terzo dopo quelli del 1982 e 1995.
Nel cinquantenario della sua morte, è stata ufficialmente presentata la ristampa del romanzo “L’uomo di Torino”. A ricostruire la vita dell’illustre letterato braidese, a presentarne l’opera e a leggere stralci del romanzo sono stati l’assessore alla Cultura Fabio Bailo, il nipote di Mucci, Alberto Alberti, e la professoressa Gabriella Del Treste. Ha ricordato nel suo intervento l’assessore Bailo «Mucci è nato a Napoli nel 1911, da madre piemontese e padre abruzzese. Nell’agosto del 1924, il padre, maestro di musica nel Regio Esercito, viene trasferito a Torino, ottenendo una sede che permette alla madre Nina Boglione di essere vicina ai fratelli, conciatori di pelli braidesi: Bra diventa così il centro di parte dell’attività letteraria e dell’impegno civile di Mucci. A Torino si laurea in filosofia, poi negli anni Trenta si trasferisce a Parigi dove, insieme al cugino Alessandro Alberti, si occupa di una libreria in rue Séguier, quindi a Roma, tra politica, stampa ed editoria. Negli ultimi anni di vita Mucci vive a Londra, dove si dedica al romanzo della sua vita, “L’uomo di Torino”: lì si spegne, il 5 settembre 1964, dopo breve malattia».
Ha poi proseguito Alberto Alberti: «È fin troppo evidente che è stata la passione per il “libro d’arte”, maturata negli anni di Parigi, a sollecitare Mucci all’impresa del Concilium Lithographicum: l’idea di comporre un testo poetico abbinato ad una litografia artistica è stata un’operazione raffinata che ha coinvolto poeti del calibro di Ungaretti, Palazzeschi, Sinisgalli, De Libero, Vigolo, Bontempelli, Cardarelli ed artisti quali Maccari, De Chirico, Savinio, Tamburi, De Pisis, Cagli, Purificato, Carrà. La figura di Mucci si pone sempre più al centro della cultura del '900, e numerosi e recenti interventi di studiosi a ogni livello lo confermano in misura crescente».


 Maggio

Pubblicazione della Rivista "FERMENTI" n. 241

Interventi di:
F. Abbina, A. Alberti, E. Alessandroni, G. Alvino, A. Ambrogetti, I. Apolloni, S. Aslan, L. Azzali, S. Bafaro, D. Biancheri, E. Bellini, F. Buffoni, L. Buonaguidi, G. Callegari, D. Cara, M. Carlino, V. Carratoni, M. Claudius, M. Coco, A. Colagrossi, B. Conte, A. Contiliano, G. De Santi, D. Di Stasi, G. Di Stefano, F. Ermini, G. Fontana, G. Forti, M. Furia, B. Giacopello, S. Giunta, L. Gresleri, V. Guarracino, E. Guida, S. Lanuzza, M. Lenti, F. Lioce, A. Loretta, M. Lunetta, M. Magni, C. Mancuso, A. Marianni, W. Mauro, F. Medaglia, F.P. Memmo, M. Meneguzzo, C. Milanese, V. Mucci, F. Muzzioli, M. Nocera, G. Omiccioli, M. Palladini, E. Palumbo, G. Panella, J. Patilis, R. Pennisi, R. Piazza, M. Piazzolla, B. Pieri, D. Pietrini, R. Pietrosanti, M. Ponzi, I. Pozzoni, M. Pratikakis, L. Pulios, C. Ruggeri, L. Salvarani, G. Salveti, C. Sangiglio, A. Simeone, D. Siotis, A. Spagnuolo, L. Succhiarelli, N. Vajenàs, J. Varveris, J. Veis, V. Verzieri, G. Vigilante, E. Villani, A. Zuriaga.
Roma, Fermenti Editrice, in collaborazione con la Fondazione Marino Piazzolla.


Nell'inserto "Fondazione Piazzolla": Omaggio a Cardarelli, di V. Mucci e M. Piazzolla, a cura di A. Alberti

Sommario della rivista

 


    2013

  Dicembre

 

Di Antonio Catalfamo viene pubblicato in "Letteratura & Società",
Anno XV, n.3, Cosenza, Pellegrini ed.:
Velso Mucci: la poesia del dolore e la dialettica dei "tre presenti".

Già comparso con il titolo La poesia di Velso Mucci tra Leopardi e Gramsci in
"critica Marxista" nel 2011

 

 


   Ottobre

Pubblicazione di "FERMENTI" n. 240

Con gli interventi di:
A. Alberti, E. Alessandroni, G. Alvino, I. Apolloni, I. Appicciafuoco, M.P. Argentieri, M. Basili, E. Bellini,M. Bentivoglio, R. Bravi, M. Caporali, D. Cara, M. Carlino, V. Carratoni, G. Colletti, B. Conte, A. Contiliano, G. De Santi, C. De Stasio, D. Di Stasi, S. Docimo, F. Ermini, E. Fantini, L. Ferri, G. Fontana, G. Forti, M. Furia, M. Ganàs, B. Giacopello, L. Gresleri, I. Gris, V. Guarracino, D. Kalokìris, M. Kirzaki, Jannis Kondòs, M. Lenti, A. Lisi, C. Malacarne, C. Mancuso, C. Maranzana, J. Markopulos, G. Mastoraki, F. Medaglia, A. Miralli, M. Mitras, V. Mucci, G. Napoleone, G. Neri, M. Nocera, M. Palladini, S. Panatta, G. Panella, K. Papajeorghìu, S. Pascal, E. Petrosillo, R. Piazza, M. Piazzolla, B. Pieri, M. Pieri, U. Piersanti, M. Pizzi, I. Pozzoni, R. Rossi Precerutti, T. Salari, L. Salvarani, R. Sanesi, C. Sangiglio, I. Scotti, E. Schlegel, L. Succhiarelli, O.G. Thomas, S. Toma, S. Venuti, E. Villani, L. Zinna.

A p. 267 "Sul romanzo". Un articolo di Velso Mucci del 1946 a cura di Alberto Alberti.

Sommario della rivista


  Luglio - agosto


Nel n. 276 de "l'immaginazione", rivista letteraria di Manni Ed. diretta da Anna Grazia D'Oria dal 1984, inserto speciale "Per Velso Mucci".

Inediti a cura di Alberto Alberti, Poligrafia come "Azione letteraria" di Mario Lunetta, Il graffio di Mucci di Francesco Muzzioli.

"Io non scrivo per i lettori di una lingua. Ma per coloro che avranno la forza d'imparare la mia. E ciò dovranno." (V. Mucci, Mercato delle pulci)

 


24 marzo

Gessica Franco Carlevero pubblica nel suo blog "Cantiere di scrittura"
Velso Mucci in anteprimissima, 67 anni dopo.

Da un articolo di Mucci comparso su "Alfabeto – quindicinale di arti scienze e lettere”, Roma agosto 1946, che poi confluirà nel 2015 in Mercato delle pulci.

 


In "Schermi Riflessi" di Armando Lostaglio viene pubblicato
"Piero Gobetti a ventinove anni dalla morte" di Velso Mucci.

Apparso la prima volta il 6 febbraio 1955 sulla Voce di Cuneo
e poi ripubblicato in "Mercato delle pulci" nel 2015


2012

 Marzo

Gli interventi del Convegno del 2011, insieme a ricordi e testimonianze sullo scrittore, sono raccolti nel volume intitolato "Conoscete quest'uomo", Scalpendi ed., Milano.
A cura di Alberto Alberti, in collaborazione con Armando Lostaglio e Renzo Pepi.

La prefazione è di Giampiero Mughini e la presentazione di Fabio Bailo.
Con gli interventi dei relatori Mario Lunetta, Christine Wolter, Renzo Pepi, Livio e Cetta Berardo, Armando Lostaglio, Chiara Lostaglio e Luca Pietro Nicoletti, e le testimonianze su Mucci di Pier Paolo Pasolini, Andrea Camilleri e Giorgia de Cousandier.
Il volume è stato insignito nel 2012 del Premio Cesare Pavese.




"Velso Mucci fu uno dei pochissimi intellettuali apprezzati da quasi tutta la critica militante italiana del ‘900, dalla quale non ricevette mai stroncature, semmai sviste, anche se lui invece non le risparmiò. Clamorose furono quelle verso Louis Aragon che lodava il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa e del Dottor Zivago di Pasternak. E le poche copie delle brochures dove i suoi scritti erano accompagnati dai disegni di De Chirico o di Maccari, pubblicate a sue spese in oscure tipografie in Bra o in vie di Torino che non ci sono più, oltre che a essere introvabili stanno silenziosamente salendo di prezzo sul mercato dell’antiquariato, accanto a opere ben più note del ’900." [dall'introduzione di A. Alberti]


«.. È un grande romanzo fantastico e lirico, non è una stizzosa cronacuccia
familiare o comunale. La rabbia era in Mucci qualcosa di metafisico... »
[Eugenio Galvano, 1967]

 

Contemporaneamente viene riedito il romanzo di Mucci, "L'uomo di Torino", sempre da Scalpendi ed., con prefazione e postfazione di Renzo Pepi.

"C'erano
il commendator Domenico Bey e signora, contessa Lavina di Padova;
il cavalier Matteo Rolione, industriale in Torino, con la moglie Rosina nata Antonioni, sorella dell'onorevole fascista di Cromo;
il cavalier Rocco Rolione, industriale in Bra, con la moglie Ester dei Valligiani di Alba, i grossi mercanti di vini;
Luca, il minore dei fratelli Rolione, con la moglie Maria Luisa nata Bey;
i giovani Bey Cesare e Claudio;  e naturalmente
i tre Falchinetti, maestro, signora e ragazzo, che facevano gli onori di casa.
Perché non c'era Anselmo, il primogenito Bey, quello con la gamba rigida?
Il solo che avesse avuto fino in fondo la forza di sottrarsi all'obbligo d'una cena così noiosa e declassata."


[L'uomo di Torino, capitolo primo]

 

« ...La stesura ebbe inizio il 7 novembre del 1963 e fu sospesa alla fine di aprile del 1964. Doveva essere un libro di 1500-1600 pagine. Il primo capitolo soltanto è completo, gli altri sono solo abbozzati, specialmente le pagine 146-159 sono allo stato grezzo... Avrebbero dovuto essere in tutto tredici capitoli, uno per personaggio. I titoli progettati erano vari: Le distanze sociali, La discesa all'inferno, Borghesi, Baobab, L'uomo di Torino. Mucci decise per quest'ultimo, con la u minuscola, come si dice l'uomo di Pechino o l'uomo di Cromagnon... Un giorno a Londra mi disse di stare attenta... perché la maiuscola voleva dire umanesimo... Con l'umanesimo l'uomo era ed è considerato centro e misura di tutta la creazione. Cosa che fa ridere le galassie! L'uomo terrestre è un piccolo essere in un universo che dobbiamo abituarci a vedere disumanizzato... » [cit., dalla postfazione di R. Pepi]

 


 febbraio

Pubblicazione di "FERMENTI" n. 239

Interventi di:
A. Airaghi, G. Alvino, M.P. Argentieri, G.Arpino, G. Baldaccini, E. Bellini, M.G. Calandrone, D. Cara, V. Carratoni, N. Chazidaki, A. Chionis, D. Ch. Christodùlu, J. Chronàs, G. Coco, G. Colletti, B. Conte, A. Contiliano, G. D’Alia, , Z. Daràki, G. De Santi, D. Di Stasi, F. Ermini, E. Fantini, G. Forti, A. Fostieris, P. Galvagni, B. Giacopello, M.T. Giuffrè, L. Gresleri, P. Guzzi, V. Guarracino, M. Lenti, M. Lunetta, L. Macharis, F. Mancinelli, C. Mancuso, A. Marianni, F. Medaglia, C. Milanese, V. Moretti, V. Mucci, M. Nocera, M. Palladini, U. Palumbo, S. Panatta, G. Panella, B. Panieri, A. Pasterius, R. Piazza, M. Piazzolla, B. Pieri, M. Ponzi, I. Pozzoni, T. Salari, L. Salvarani, C. Sangiglio, E. Schembari, A. Sgambati, G. Sgherri, M. Solimando, L. Succhiarelli, V. Tanchis, G. Terzanelli, D. Varini, G. Vetromile, G. Vigilante, E. Villani, L. Zinna.

A p. 502 : Un piccolo borghese di origine contadina. Epistolario Mucci/Arpino e A proposito di Lucidità nel tempo. Lettera di Velso Mucci a Mollino (inedito)

"Nell'agosto del 1955 Giovanni Arpino chiese a Mucci di scrivere una prefazione per la sua nuova raccolta di poesie. Proposta che Mucci accettò, esprimendo il suo apprezzamento per l'evoluzione stilistica e poetica dell'amico.[...] La sua prefazione non fu però gradita da Mondadori... "[cit., A. Alberti]

Sommario della rivista


2011

    Novembre - Dicembre

 

Viene pubblicato su critica Marxista n. 6, novembre-dicembre 2011, Bari, Dedalo ed.,
un ampio saggio sulla poesia di Mucci di Antonio Catalfamo:
La poesia di Velso Mucci tra Leopardi e Gramsci

"Una figura rappresentativa di tutta una generazione di intellettuali italiani. La collocazione nel filone dantesco della poesia italiana, attraverso Leopardi. La dialettica dei «tre presenti» del materialismo marxista.
Il dolore come spinta gnoseologica verso il futuro. La lezione politica di Leopardi e di Gramsci: il cambiamento sociale è di lungo periodo."
[A. Catalfamo]

 


    Settembre

Pubblicazione della Rivista "FERMENTI" n. 237

Con interventi di:
G. Alvino, R. Angelotti Biuso, C. Annino, M. P. Argentieri, S. Aslan, G. Baldaccini, S. Baroni, M. C. Beccaria, M. Belbusti, C. Belli, T. Binga, G. Biuso, E. Bellini, F. Buffoni, V. Busi, A. Calzolari, D. Cara, C. F. Carli, V. Carratoni, A. Contiliano, G. Cuttone, L. Dalla, C. Davinio, G. De Santi, A. del Guercio, G. di Lieto, B. Di Giovanni, D. Di Stasi, F. Ermini, G. Forti, P. Galvagni, R. Giannini, F. Grimaldi, V. Guarracino, E. M. Guidi, R. Jacobbi, K. Karisòni, I. Lajos, S. Lamonaca, G. Larocchi, M. G. Lenisa, M. Lenti, F. Lioce, M. Lunetta, A. Marianni, L. Marziano, E. Masci, E. Maurizi, A. Monti, V. Mucci, G. Neri, M. Nocera, V. Pagano, M. Palladini, S. Panatta, A. Pandolfelli, P. F. Paolini, A. Pasterius, R. Piazza, M. Piazzolla, M. Pieri, M. Pizzi, N. Ponente, I. Pozzoni, E. Rega, L. Riommi, K. Risàkis, G. Sabatini, G. Sallustio, G. Salveti, C. Sangiglio, A. Savoi, G. Sesia della Merla, A. Spatola, M. Spatola, V. Tassiòpulos, F. Tomei, C. M. Turco, V. Verzieri, V. Zeichen.

A p. 471 Di certi naufragi e incerti salvamenti di Donato Di Stasi
- Su Tempo e Maree (Poesie scelte 1930-64) di Velso Mucci

Sommario della rivista


     4 giugno

Si svolge a Bra, presso il Centro Culturale Polifunzionale “Giovanni Arpino”, un convegno internazionale su Velso Mucci, in occasione del centenario della nascita. I precedenti convegni sono del 1982 e 1995.

Il convegno, intitolato “Conoscete quest'uomo", è stato patrocinato dall'Istituto Storico di Bra, dall'Istituto di istruzione superiore Velso Mucci e dal Comune di Bra.

Hanno partecipato il Presidente del Consiglio comunale di Bra Fabio Bailo con i relatori Mario Lunetta, Christine Wolter, Renzo Pepi, Livio e Cetta Berardo, Chiara Lostaglio e Luca Pietro Nicoletti. Moderatore Armando Lostaglio. Poesie di Mucci sono state lette da Vanni Zinola. Coordinamento e organizzazione scientifica a cura di Alberto Alberti.

Gli interventi, insieme a ricordi e testimonianze sullo scrittore, sono stati successivamente pubblicati nel 2012. Il volume degli atti porta lo stesso titolo del convegno. Il programma completo si può leggere qui e la rassegna stampa qui.

 


2009

 

Nella collana Nuovi Fermenti / Classici italiani, la Casa ed. Fermenti di Roma presenta il volume di Velso Mucci Tempo e maree (Poesie scelte 1930-1964), a cura e con introduzione di Massimo Raffaeli.

E' la prima riedizione delle sue poesie, dopo "Carte in tavola" edito da Feltrinelli nel 1968.

 
"Sono versi brevi e appuntiti, da epigramma o da iscrizione latina, indenni sia dal Novecento che in Italia si è intanto costituito in grammatica sia dall'Avanguardia che il poeta ha potuto conoscere a Parigi fra il 1934 e il '40: da acerbe e dissimili prove giovanili, egli decide di salvare il dettato più netto e più scabro, qualcosa che rammenta il nitore di Vincenzo Cardarelli ovvero la secchezza quasi prosastica, allora in controtendenza, di Leonardo Sinisgalli. Per manifestare ostilità al suo secolo e uscire dalla reclusione lirica, a Mucci si rende dunque necessaria una duplice disobbedienza, per cui si trova a rigettare tanto la parola intransitiva e algida del cosiddetto Grande Stile quanto la parola bruciante e convulsiva dell'Avanguardia." [cit. dalla prefazione di Massimo Raffaeli]


    2008

Giacomo D'Angelo pubblica per Solfanelli ed. "Cantastorie della rivoluzione":
saggio dedicato a Nazim Hikmet e ai suoi traduttori Joyce Lussu e Velso Mucci.

"Velso Mucci, per gli amici Giovanni, nato a Napoli aveva studiato logica matematica al'Università di Torino, ma poi era passato alla facoltà di lettere e filosofia, dove aveva avuto come insegnante il filosofo Augusto Guzzo, liberale, che rimase sempre per lui un riferimento affettivo, anche quando le posizioni ideologiche si fecero divergenti. Fu giornalista, poeta, critico d'arte, libraio antiquario e gallerista a Parigi in rue Séguier (dove organizzò mostre di Maccari, Spazzapan, , De Pisis, Morandi), amico di Alberto Savinio e Giorgio de Chirico... " [cit.]

 


2004

1° Dicembre

Nella sezione audio della Fondazione Piazzolla: Le Voci della Città.
Conferenza su Velso Mucci - Intervento critico di Marcello Carlino

 



    1995

 

Nel n. 299 di Belfagor, storica rivista letteraria della casa ed. Olschki di Firenze, fondata e diretta dal 1946 al 1961 da Luigi Russo e cessata nel 2012, viene pubblicato l'ampio saggio di R. Pepi "Ritratti critici di contemporanei: Velso Mucci", che rimane il più ampio presentato fino ad ora sull'uomo e lo scrittore.

 

"Chi voglia capire cosa sia stato in realtà Giovanni Mucci, se davvero voglia averne un ritratto preciso, non ha che da leggersi le pagine autobiografìche dell'Uomo di Torino. Di fronte alla dichiarazione che «La vita di quest'uomo era stata un precipizio precoce, continuo, costante; e quindi già troppo lungo. In parte subito, e in gran parte voluto ...» il resto, tutto il resto, perde soavemente d'importanza per svanire nelle nebbie d'una vicenda personale ferita e d'una storia collettiva densa di tragedie, quelle che si sono accanite su alcune generazioni di questo secolo." [cit., R.Pepi]

 


 

    1994

L' Istituto professionale statale di Bra viene intitolato a Velso Mucci. L'anno successivo verrà tenuto un Convegno in suo onore presso l' Auditorium della locale Cassa di Risparmio.


La moglie Dora scrive agli amici di Bra:

 


Carissimi amici,
è con la più grande soddisfazione che ho appreso, dalla V/s graditissima del 19 ottobre u.s., come l'Istituto Professionale della Città di Bra abbia assunto il nome del compianto compagno della mia vita.
Desidero ringraziare anzitutto Voi per tutto quello che avete fatto e poi il personale, le famiglie e gli insegnanti che hanno voluto in questo modo dare un tangibile riconoscimento ai valori ed ai meriti di Velso Mucci.
Se i "posteri dei posteri", come egli scrisse in una poesia a me dedicata, passando davanti all'Istituto vedranno scritto il suo nome mi auguro che ricorderanno la figura dell'uomo che trascorse la sua vita in una profonda ricerca della cultura e della civiltà....

 

 


    1982

17 aprile: viene tenuto a Bra il Convegno "Ricordo di Velso Mucci". Nell'occasione è esposta la collezione d'arte di Mucci, con opere di Savinio, Maccari, Chicco, Spazzapan, Cagli, De Chirico, Sassu, Menzio, e la serie completa del "Concilium Lithographicum".

 

Gli atti sono raccolti a cura di Cetta Berardo e Angelo Mallamaci, con interventi di Beppe Manfredi, Renzo Pepi, Alessandro Alberti, Natalino Sapegno, Mario Lunetta, Antonello Trombadori, L. Attilio Martino, Giuseppe Prunotto, Mila Montalenti, Livio Berardo e Marco Fagnola.

 

 


    1977

Pubblicazione de L'azione letteraria, la principale antologia saggistica di Mucci, a cura di Mario Lunetta.
Roma, Editori Riuniti, 1977.

Raccoglie quasi tutti gli scritti pubblicati su "Il Contemporaneo" e "l'Azione Letteraria 1."
Inoltre, altri apparsi sul "Costume politico e letterario", la "Voce" di Cuneo, l'Unità, la "Fiera letteraria", e testate varie, più qualche inedito.

 


    1974


Il primo importante contributo collettivo sull'uomo ed il poeta.
Quest'uomo. Velso Mucci: contributi sulla figura e sull' opera.
A cura di Antonio Lombardi e Rocco Mario Morano.
Edito dal Circolo Mondo Nuovo, Cosenza.


"Il metodo di lavoro ormai è consolidato, ed è sempre lo stesso: prima di parlare bisogna leggere, procurarsi i testi e leggerli insieme, di sera, discuterli. Uno stile che porta il gruppo a progetti sempre più impegnativi, come l’idea di un libro per ricordare, a dieci anni dalla morte, uno scrittore “irregolare”, eretico come Velso Mucci. Un volume di 228 pagine, stampato in mille copie e distribuito attraverso la rete dei rapporti e degli amici sparsi per l’Italia. Scorrendo l’indice si susseguono i contributi di Rocco Mario Morano, Elio Mercuri, Alberto Asor Rosa, Geno Pampaloni. Una lunga lettera di Eugenio Galvano, compagno di classe di Mucci al liceo Cavour di Torino, densa di dati personali. Un’altra testimonianza di Angelo Quattrocchi, una lettera di Roberto Roversi, il poeta e libraio antiquario a Bologna, che invia un testo poetico dedicato allo scrittore torinese. Da tutta Italia hanno risposto all’invito di Mondo nuovo, e dalla Spagna due importanti artisti hanno offerto la loro testimonianza: Ricardo Munoz Suay, scovato da una lettera di Antonio Lombardi spedita a un vecchio indirizzo e miracolosamente recapitata, aderisce all’invito e da Barcellona scrive e ricorda. E a seguire un’intervista con Josè Ortega. Sono gli anni della contestazione, del movimento studentesco, degli scontri di piazza, del terrorismo e delle bombe."
Antonio Lombardi, La scoperta di Velso Mucci, in Quest’uomo: Velso Mucci. Contributi sulla figura e l’opera, Mondo nuovo, Cosenza, 1974 [cit. da Calabresi.net, I 50 anni del circolo Mondo nuovo]


    1973


Vengono pubblicate, a cura di Elio Mercuri, Le carte di un italiano dell' 11, raccolta di prose edite ed inedite.

In appendice appunti e frammenti, in origine non destinati alla pubblicazione, dal suo " Mercato delle Pulci ", che verrà pubblicato nella sua interezza solo nel 2015.

 


    1968

Esce per la collana "Poesia" di Feltrinelli Carte in tavola, la raccolta postuma di tutte le poesie di Mucci in parte già pubblicate ne L'età della Terra (Feltrinelli, 1962). Sono comprese le traduzioni da Baudelaire, Aragon, Maiakovski e Nazim Hikmet.
Prefazione di Natalino Sapegno.

 


     1967

Il romanzo di Velso Mucci, l'unico. Scritto a Londra fra il 7 novembre del 1963 e l'aprile del '64. Il primo infarto lo colse il 25 maggio. Il romanzo era scritto e la sorte di Mucci era compiuta. Morì nella notte fra il 5 e il 6 settembre. Un mese dopo, la rivista "Il Contemporaneo", del cui Comitato direttivo Mucci aveva fatto parte, ne pubblicò il primo capitolo. Precedeva una nota di Natalino Sapegno, " La tetra serenità " di Velso Mucci. Fu poi pubblicato, postumo, nel maggio 1967 da Feltrinelli nei Narratori, con una premessa di Valerio Riva.

 


 

"Alla fine di giugno aveva promesso che sarebbe tornato. Lo aspettavamo. Abbiamo visto solo Dora quel mattino al Verano. Velso riceveva grandi onori quel giorno. Il partito lo avrebbe messo tra Togliatti e Di Vittorio. Mentre Alicata pronunziava il discorso di commiato all'amico, guardavo Dora che stringeva tra le braccia una piccola scatola rotonda di noce scura. Avevo potuto appena intravedere abbracciandola le lettere d'oro della breve scritta, "Le Ceneri di Velso Mucci" e due date."

Giorgia de Cousandier

Ricordo di Velso Mucci in "La Botte e il Violino", repertorio bimestrale di design e di disegno diretto da Leonardo Sinisgalli, Roma, gennaio 1965.